La mia opera in mostra dal 9 al 12 Maggio 2019 al Asylum Fantastic Fest

È un’opera fotografica in bianco e nero, una sovrapposizione di tre diverse fotografie.
Rappresenta una potente paura, quella della malattia, della sofferenza e del rischio di morte.
La prima fotografia immortala una corsia d’ospedale, con tutti i vissuti che comporta, è un luogo di grande paura e sofferenza, immagini suoni e odori che richiamano in ogni uomo una paura profonda e radicata. Non una paura estemporanea dovuta ad uno spavento ma una paura più viscerale, ragionata e prolungata, una paura che richiama ansie ed angosce che si annidano dentro di noi, il terrore scatenato da una malattia. Ma non solo, vedo l’ospedale come una realtà in cui si trova, oltre alla paura di chi vi è ricoverato e in sofferenza, anche quella di chi fa assistenza ai propri cari malati, una paura non legata ad una sofferenza fisica, ma ad una psicologica, un’angoscia profonda che accompagna il senso di impotenza davanti al dolore altrui e al rischio di perdere chi si ama.
La seconda fotografia che ho applicato in quest’opera rappresenta un cespuglio spinoso e con esso tutto il racconto di un percorso di dolore, un calvario che terrorizza e paralizza.
La terza immagine sovrapposta è quella di un’ombra, che può rappresentare un fantasma, una identità o parte di essa che in quel luogo viene strappata, abbandonata o trattenuta. L’ombra di una sofferenza che non è più uscita da quel luogo e che non può urlare perché portatrice di una paura muta, inquietante e spaventosa.

CORSIA D’OSPEDALE